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Contingente - Appunti sul piano temporale relativo

CONTINGENTE

METAFISICA

Introduzione

I concetti riguardanti intenzione e movente già esposti nell'introduzione alla parte della metafisica valgono ovviamente anche qui. Ancora più determinante è l'atteggiamento con cui porsi: siamo dinanzi al nostro piano di realtà, ciò che viviamo, ciò che è assolutamente certo per la nostra mente. E' questo il vero tutto, per il nostro punto di vista. Accidenti o meno di una evoluzione cosmica e quantistica, non muta il nostro "sentire". Le gioie ci appartengono, le sofferenze ci affliggono. Il nostro essere è il centro dell'universo, il percepirlo è la sola verità che comprendiamo reale dall'osservazione soggettiva. L'uomo presenta molti aspetti contraddittori e ancora più irrazionali. Ciò non deve stupire, anzi. E' la peculiarità umana: errare, confondersi, scegliere, ritrattare, amare e odiare. Impetuoso o riflessivo. E il pianto e le risa. Nel nostro piano esistenziale, una visione corretta non può non soffermarsi sulla comprensione del divenire che costituisce parametro imprescindibile ed essenziale. Negare non dispone la sconfitta di quanto risulta non gradito. I fatti, ovvero gli accidenti del contingente relativo, rappresentano un dato cui confrontarsi senza possibilità di ripiego. Poiché il limite della tutela è qui oltrepassato, alcuni argomenti possono apparire pervasi da pessimismo e da biasimo che spingerebbero al disfattismo e alla resa, che a loro volta potrebbero provocare svariate forme di reazione, introversa od estroversa, reattiva o astenica. La giusta posizione da mantenere è quella critica e distaccata dell'osservatore che tenta di comprendere obiettivamente senza desiderare un particolare esito e senza lasciarsi deludere da quanto è riscontrato.