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Contingente - Appunti sul piano temporale relativo

CONTINGENTE

METAFISICA

Sulle aggregazioni, struttura e trame

Uomo e ambiente sociale

Ogni individuo intuisce già dai primi mesi di vita la necessità del relazionarsi con altri simili che possano garantirgli il sostentamento e il benessere. Ed invero, dapprima riscontra una spiccata condiscendenza, ma poi crescendo l'illusoria prontezza alla disponibilità del prossimo si attenua progressivamente fino all'annullamento. In seguito, il destino di alcuni sarà inverso divenendo sfruttati, altri, al contrario, perpetreranno in qualsiasi modo quella sensazione di sicurezza e di comodo sfruttando i loro simili.

Accompagna la crescita il sorgere delle domande: chi sono, dove vado, perché questo, perché quello, quale è il mio scopo. Segue l'ineluttabile scoperta del proprio limite umano e con profonda frustrazione si insinua anche l'eventualità che la propria esistenza sia assolutamente immotivata e priva di alcun senso. E così si sviluppa la forma di vita più folle del pianeta.

Il contesto strutturale della società umana quindi riflette l'esigenza di confortarsi dalla limitatezza intrinseca centrandosi nella bramosia di conferme della persona. La prevaricazione diviene uno strumento irrinunciabile nel rapporto con il prossimo e l'obiettività un nemico da tenere in disparte in quanto comporterebbe il mettersi in dubbio e il confronto con la realtà. La maggior parte del vissuto degli umani è una realizzazione artificiosa che non riscontra il vero, ma il risultato di una mescolanza di una serie di problematiche psichiche ancestrali della specie. Il timore di non comprendere terrorizza quanto il non conoscere l'essenza e la complessità del mondo fenomenico e tutte le fobie esistenziali in genere procurano all'uomo la negazione dei quesiti, racchiudendo la concezione della realtà a quella che è la propria limitatezza.

Il piccolo uomo decide di assumere un'illusoria forma di grande valore. Disdegna gli altri e si autocelebra come il migliore. Ma in cuor suo sa che egli è ben poca cosa e maggiormente affina e ingigantisce la propria “levatura” (fittizia), minori saranno le possibilità di incontrarsi con il vero obiettivo. Ed ogni esemplare si considera migliore e denigra, per un qualche motivo che riesce sempre a saltar fuori, colui che viene eletto a confronto. Mentre per coloro i quali non vige il timore del confronto, in quanto permettono un clima di sicurezza poiché non si ergono a rivali, viene consentita una buona stima, che altro non è poi che l'apprezzamento della ”inferiorità” (considerata tale da questi).

L'uomo, non accettando la propria limitatezza e piccolezza, delira elevandosi a immaginaria figura superiore, caratterizzata da unicità e superiorità rispetto agli altri simili (e non) ed in qualsiasi tipo di relazione, sia essa sociale, familiare, affettiva, anteporrà tale strategia psicologica.

Struttura sociale e sue figure

La struttura sociale umana è riconducibile a dei parametri ben definiti, anche se non dichiarati apertamente. Innanzitutto si possono scorgere figure di riferimento, poi figure di valore e ruoli di sfruttamento ed infine figure irrilevanti. Il sistema si basa sulla legge del più potente e questi altro non è che colui che si avvale del maggior potere persuasivo. L'efficacia di tale potere si consolida in funzione del prestigio sociale (riconoscimento del ruolo di guida da parte dei più), che si concretizza nella capacità di acquisizione. Affiancarsi a validi “complici”, già guide riconosciute, appoggiandosi ai mezzi di comunicazione di massa, fa si che si realizzi la promozione della tendenza cui adeguarsi, che diverrà un interesse personale affermandosi in credibilità e appetibilità indiscusse. (manipolazione dell'individuo).
Le figure di riferimento sono coloro che suscitano gli antitetici sentimenti di rispetto e ammirazione da un lato e di invidia e risentimento dall'altro. Essi rappresentano le massime autorità nel contesto sociale, riconosciute come pastori del gregge umano.
La figure di valore sono rappresentate da coloro che non sono certamente all'apice della struttura sociale ma confermano il contesto in generale e, anche loro invidiati, sono altrettanto auspicabili e rappresentano un gradino più elevato rispetto alla gente comune, distinguendosene e sfruttandola con la loro approvazione.
Gli individui che costituiscono la maggior parte del popolo compongono l'area chiave del sistema, che consente a chi primeggia di primeggiare ed a chi sfrutta di sfruttare. Sono oggetto di manipolazione e coercizione, accaniti accoliti di quanto comunicato loro come prioritario dalle figure di riferimento. Con la loro presenza garantiscono la possibilità di sussistenza del predominio delle figure superiori.
Tutto l'insieme degli individui rimanenti, che non rivestono un ruolo apprezzabile per l'aggregazione predominante, costituisce le figure irrilevanti. Invero, tali soggetti che si possono collocare come esterni al gruppo sociale, rappresentano anche essi un mezzo non indifferente per il trionfo di coloro che al contrario rivestono il ruolo di apprezzabili e invidiabili. Questi ultimi infatti traggono vantaggio dalle varie condizioni di disgrazia o inferiorità di suddetti individui, abusandone direttamente in svariati modi o, facendo leva sui sentimenti umani e ponendosi apparentemente come filantropi, frodano la gente sensibile promuovendo fantasiosi aiuti o ancora, fanno delle dimore degli appartenenti a questa categoria, mercato e sperimentazione per l'incremento degli interessi e potenziamento in campo bellico.

La massa umana dovrebbe in prevalenza essere costituita da individui dotati di capacità di ragionamento personale che garantirebbero una forza collettiva finalizzata alla prosecuzione della specie e al miglioramento delle condizioni di vita. Ma cupidigia ed egoismo generano una linea di pensiero che presuppone unicamente il perseguire la realizzazione del proprio benessere personale, abbacinando però a tal punto la razionalità da fare agire in modi che talvolta sono pure contrari al fine ricercato (paradosso dell'ego).

Applicando una visione distaccata e globale si può osservare un'umanità corrotta, sofferente e incerta, verosimilmente avviata all'autodistruzione, dove l'agiatezza di alcuni si contrappone alla sofferenza di molti. L'indifferenza e l'egoismo, che dilagano e tutto amalgamano in un siffatto contesto di lucro e abuso, non possono che condurre la specie al proprio progressivo e inarrestabile degrado.

La perdita dell'individualità.

La manifestazione dell'individuo in quanto tale è sempre più rara e osteggiata. Si tende all'uniformità. Alla collettività. E' necessario un campione cui conformarsi. Il campione deve essere adeguato alle esigenze socioeconomiche delle circostanze attuali. Le persone sono null'altro che compratori, che clienti, che contribuenti, che fessi da spolpare. Al fine di ottimizzare la spremitura è necessario livellare gli individui, i quali per uniformarsi, spinti dal desiderio di essere approvati, possibilmente con rassicurante e gratificante ovazione pubblica, si lasciano ben guidare da quanto viene riconosciuto come modello ufficiale. L'individuo non cerca più interiormente il proprio manifestarsi, al contrario chiede intorno come dovrà essere, cosa lo renderà accettabile e riconosciuto come invidiabile.

L'approvazione del prossimo risulta necessaria e fondamentale per la vita della persona. Ma invero questi vive in una organizzazione sociale il cui autentico e originale scopo dovrebbe essere il perseguimento di fini comuni attuabile grazie ad una collaborazione collettiva che renderebbe la vita del singolo più sostenibile e la sopravvivenza e lo sviluppo della specie più tutelata con maggiore efficacia rispetto a una dispersione individuale. Al contrario accade che la debolezza umana, tentata come sempre dal desiderio di prevaricazione da un lato e la paura dell'azione solitaria senza il sostegno dell'approvazione dall'altra, consente e promuove la manipolazione esercitata dagli oppressori e subita dai soggiogati. Una piccola percentuale di umanità prende il sopravvento, ingannando i più e decidendo per essi ciò che è opportuno. L'obiettivo di ogni uomo diviene ciò che accresce il guadagno e la supremazia di alcuni che prevalgono sui molti.

Abitudini, mete e necessità

Al consumismo e all'industrializzazione ed in generale alla speculazione senza limiti, è corretto riconoscere che l'effetto collaterale del laborioso impegno al profitto agognato è la diffusione ovvero la disponibilità della conoscenza, di svariate culture, altrimenti irraggiungibili, che possono essere scoperte ed esplorate senza troppa fatica. Non di meno la larghissima espansione del mondo web consente la diffusione di qualsivoglia roba, divenendo una fonte inesauribile di differenti conoscenze che però richiede una buona dose di discernimento per mondare dalle tante impurità.
Tali fenomeni offrono senza alcun dubbio un gran ventaglio di opzioni per l'individuo primo, nella figura di cercatore del vero, che ne trae nuovi dubbi e considerazioni, fondamenta di ulteriori nuovi sviluppi interiori. Tuttavia nella maggior parte dei casi, le incarnazioni di anime dormienti, le opportunità culturali possono anche essere incontrate e magari assimilate come forme nozionistiche ma non sortiscono alcun effetto di crescita spirituale o quantomeno psicologica. A dispetto quindi delle opportunità di cui l'individuo gode, questi si incammina testardo lungo il sentiero che gli procura approvazione e riconoscimenti. Le corrette abitudini, le auspicabili mete e perfino le necessità di base sono dettate dalle circostanze ambientali che a loro volta sono delineate dalle esigenze delle forze che governano le masse. Un simile discorso può apparire come un vaneggiamento di una delirante vittima di una qualche sindrome di cospirazione, ma con uno sguardo obiettivo senza paranoie persecutorie, ci si avvede di quanto le masse seguano indicazioni che sono fornite loro da fini di profitto, che prendono forma di consuetudine.
Dei facili esempi, la diffusione dei social network, delle palestre, degli alimenti sani. Si precisa che non si discute la validità o meno dell'abitudine, ma si sta analizzando il perché essa esiste, tale diffusione infatti non è legata ad un interesse dell'utenza ma alla divulgazione dei mercanti. Altresì titoli di studio che consentono di raggiungere posizioni di rilievo, riconosciute, agognate e soprattutto invidiate, come ad esempio posizioni nel governo, nella sanità, nella giurisprudenza, nello spettacolo, favoriscono la scelta di un percorso di istruzione che è definito più spesso dal desiderio di ottenere prestigio e successo che per l'oggetto in se e, figuriamoci, vocazione. Ed anche le necessità di vita quotidiane sono asservite al guadagno di altri. A causa del tipo di circostanze socioculturali, ogni persona esige che sia incorporato nel proprio modus vivendi tutti quegli oggetti o quelle funzioni che agevolano il quotidiano e migliorano l'ambiente di pertinenza, che non sono naturalmente necessità primarie. Brevi esempi: mezzi di trasporto privati, telefoni, televisori e forme più particolari di nutrimento, dedizione al benessere e bellezza esteriori. In conclusione l'uomo conduce una vita che è determinata più dai guadagni altrui che dalle proprie esigenze.

Libertà indotta

La caratteristica più sconvolgente della vita biologica è quella della sensibilità alla suggestione. Un processo mentale, a prescindere del livello evolutivo della specie, sebbene sia strutturalmente prodotto e sviluppato su fondamento di razionalità è tuttavia facilmente soggetto a influenze di natura del tutto differente ed opposta. Esperimenti e studi hanno stabilito inconfutabilmente quanto sia facilmente realizzabile la generazione di comportamenti condizionati. Lo sviluppo dell'analisi psicologica sull'agire e sul pensare umano individualmente o in masse, ha reso più affinato e subdolo il controllo delle genti. Oggi non esistono più le dittature, imposte con la forza, ma una promozione divulgativa di condizionamento e persuasione collettiva. Fin tanto che i più saranno consenzienti all'ordine promulgato non sarà necessaria alcuna misura repressiva facente uso della forza fisica, fatta eccezione per un eventuale numero limitato di disadattati al sistema, che verranno additati come malati e nei confronti dei quali, misure più drastiche otterranno il giusto successo.

Ipotesi di complotto

La struttura sociopolitica attuale in piena diffusione globale determina una impostazione generale che indiscutibilmente si basa su taluni principi che, sia a volerli considerare come complotti premeditati o come una consequenziale occorrenza del contesto, si prestano a osservazioni certamente di non favorevole apprezzamento dal punto di vista della morale.
Governi, multinazionali, agenzie segrete e quanto costituente la struttura politico-economica di rango elevato in generale, hanno esigenze diplomatiche e la necessita del controllo delle masse. Molti accadimenti vengono insabbiati perché scomodi e tutt'altro che fruttuosi. Molte notizie sono falsate, per lo stesso motivo o anche strumentalizzate per vari scopi, come orientare la collettività in una direzione, che sia di pensiero politico e/o economico, ovviamente a fini di profitto. Molte azioni, di apparente misericordioso altruismo celano una reale opposta sete egoistica di guadagno. Invero, la società è corrotta. La fame di gloria, gli interessi economici, una spiccata necessità quasi innata di sopraffazione sugli altri alimentata dal desiderio di affermazione esistenziale e la debolezza nei confronti della seduzioni di vanità, rendono necessari quegli ipotizzati complotti che fanno apparire alcune persone paranoiche e disturbate. Ed in verità, questi ultimi, magari lo sono pure, ma il comprendere che quanto osserviamo è spesso una scenografia costruita ad arte per fini ben differenti da quelli apparenti non è certo riconducibile a un problema nevrotico. Quanto lo è, piuttosto, il voler negare tale realtà, rinnegando che non tutto è come sembra.