Espressione artistica condivisa

Prefazione

Questa sezione è dedicata alla massima espressione dell'animo umano. Il pathos, la fantasia, la creatività, costituiscono la vera peculiarità dell'uomo. Egli reagisce agli accadimenti circostanti, a volte in modo irrazionale, a volte con un processo più logico ed invero non si pone come una impassibile macchina biochimica di fronte agli eventi circostanti. La sopravvivenza permane la sua più grande necessità come limite posto dalla propria incarnazione, ma al di là della fisicità, le domande e le emozioni, più o meno elevate, assumono la forma inintelligibile della manifestazione astratta che è l’Arte. L’arte rappresenta una irrazionalità indicata anche dai più concreti come un valore irrinunciabile.

Si manifesta nelle rappresentazioni ben riconosciute, quelle visive e figurative, quelle nel campo musicale o più in generale uditive, in quelle forme concettuali come scritti, opere teatrali e cinematografiche e con uno sguardo complessivo in tutto quanto traduce il sentimento, l’emozione, il pensiero.

Si potrebbe asserire che tutto è arte. Forse anche la stessa realtà è un’opera d’arte. Ed in fondo è quanto affermano molte religioni.

Non di meno la ricerca della conoscenza è anche essa un’espressione d'arte. L’uomo non si pone inerte nel contesto dell'assoluto, ma oltrepassa i limiti del sensibile esponendosi al confronto con l'ignoto, per mezzo del suo strumento più significativo: il pensiero.

La macchina vivente resa uomo dal pensare può intraprendere la via della scienza, cercando di comprendere le leggi che determinano quanto costituisce la propria limitatezza o può librarsi nella fantasia, in una personale interpretazione del vero o in un cogliere le sfumature di un soggetto, astraendolo dai limiti dello spazio-tempo.

L’arte coinvolge ogni aspetto di ogni evento (sia esso cosa od accadimento), rendendolo oggetto e soggetto di una questione umana, spesso trattenendosi in una superficialità che si eleva ad un approfondimento culturale e spirituale, altre volte cogliendo l’essenza che tralascia il contesto contingente.

Così come ogni esperito provoca sensazioni attraverso forme, sapori, odori, consistenza, irradiazioni cromatiche, pluralità foniche, allo stesso modo il prodotto d’arte suscita emozioni in chi interagisce con esso, sia nell’atto della creazione che della fruizione.
La piacevole sensazione che offre un momento (realtà quadridimensionale) stimola il desiderio di essere perpetrato con la riproduzione o una realtà sgradita quello di essere fantasticata come differente.
L’artista non sceglie soltanto l’alternativa al reale o la ricerca del gradevole ma anche l’indugiare sul vero che offre dolore e sofferenza. Condivide la propria lacerazione interiore, il proprio sconforto. Non di meno esulta nel condividere la propria gioia.
Il fascino di una ipotesi o potenzialità del reale, futura presente o passata ovvero l’analogia astratta sollecita la mente a progettare architetture simboliche, sia che assumano funzioni didascaliche, divinatrici o semplice ragionamento parallelo.

L’opera, l’oggetto dell’Arte, costituisce sempre il punto di vista soggettivo del suo creatore che offre la rappresentazione della propria emozione alle sensazioni personali provocate dallo stesso oggetto all’osservatore, l’altrui punto di vista.

L’arte per mezzo dei segni, codifica per gli organi di percezione, si rivolge alla decodifica mentale e le emozioni prendono forma. E la sensazione che esse producono sono un mero fattore individuale, che non si può convergere ad un gusto collettivo valido per tutti.
Come il pensiero dovrebbe essere libero, tentare di ridurre l’espressione artistica a parametri troppo definiti limita e svilisce il messaggio stesso. Ovvero l'arte finirebbe per rivolgersi unicamente ai sensi e non più all'anima.
Pertanto un eccessivo inquadramento tecnico ovvero una mera espressione di quanto abilmente appreso, non conduce aprioristicamente ad un prodotto d’arte definibile come valido o buono o eccelso, bensì questo, pur cagionando un’ammirante considerazione per l’abilità esecutiva, potrebbe risultare carente di un messaggio di sostanza.

Non si vuole qui negare che una certa “preparazione artistica” sia necessaria, ma un metodo preordinato condurrà certamente alla creazione di un prodotto di qualità (ovviamente il metodo si basa su di una realizzazione già sperimentata), a qualcosa di “bello”, a discapito però di una ispirazione più naturale. Inoltre, come si suol dire “non è bello ciò che è bello...” Pertanto, questa parte si rivolge a chiunque desidera condividere la propria forma d'arte e non è richiesta una preparazione tecnica pluriennale certificata, ma certamente un messaggio artistico che nasce dal cuore.

Però..una raccomandazione..siate prima un po' autocritici........

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