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Metafisica - Appunti sul soprasensibile immoto

METAFISICA

CONTINGENTE

Teoria del caos intrecciato

Essenza soggettiva e anima cosmica

La verità non è. Il sentire di ogni forma di vita determina il reale. Una realtà che segue delle proprie leggi coerenti, che definisce un disegno prospettico del tutto ed in cui l'esistenza del soggetto non è creata, ma creatrice.

Il pensiero soggettivo è di per sé un universo relativo. L'io è un prodotto dell'idea di sé stesso che è vincolato dalle regole dell'universo pensato come realtà obiettiva. La realtà obiettiva è estrinseca all'idea individuale ed in quanto tale, non possedendo l'ordine dei parametri costituenti quella soggettiva, non è possibile che possa essere inclusa ad essa.

Il reale contingente rappresenta per il singolo individuo una realtà assoluta , in quanto egli lo pensa e lo definisce con strutture ben conformi alla dimensione spazio temporale che è manifestazione del pensiero, il quale limita la realtà assoluta universale , infinita e sempiterna, riducendola a un concetto esprimibile in criteri mentali.

Il tangibile in quanto tale assume forme solide che non sono reali e nemmeno potrebbero esistere in una realtà assoluta universale, esse rappresentano una illusione, una deformazione prodotta dal pensiero, che ipotizza una vastità infinita di possibilità e ne crea le trame, intessendo un ordito a gabbia intrecciata di spazio e tempo, parametri funzionali per l'elaborazione del cosmo contingente che diviene coerente al principio di causa ed effetto.

Il pensiero costituisce quindi l'essenza relativa ma anche l'essenza delle essenze, ovvero come una entità infinita permea ogni cosa e ne consente il principio, la fine e la realtà concreta. Il pensiero assoluto supera il concetto di limite mentale dell'individuo, è l'anima cosmica che si pone astratta, ma che è poliedrica e infinita nel suo manifestarsi. E' la vita stessa, la potenzialità esistenziale, ogni cosa. Le forme del mondo tangibile sono la manifestazione dell'anima cosmica assoluta che ne determina il divenire costante. In tale divenire la materia appare percepibile ma è irreale, una illusione dei sensi, i quali rappresentano l'idea di essa adattandola alla propria finitezza escludendo, in quanto imperscrutabile, l'indefinita realtà del tutto che è immota e perpetua.

Matrice individuale e interazione collettiva

L'io è quindi la realtà soggettiva dell'universo relativo alla propria esistenza. Tale realtà può considerarsi un piano esistenziale già di per se, il quale ingloba nella sua potenzialità, infinite condizioni probabili congruenti con i propri parametri, che sono da esso stesso generati.

Il reale individuale si interseca altresì con i relativi altrui io. Gli io relativi con le loro realtà potenziali si influenzano reciprocamente determinando flussi energetici, i quali producono una risultante che è il piano che consideriamo tangibile e di cui siamo consapevoli.

Tale piano mantiene un principio di linearità spazio temporale e di coerenza causa-effetto, quale rappresentazione dell'intelletto materiale quadridimensionale che è percepita come realtà tangibile. L'intersecarsi di molteplici pensieri individuali concepisce una forma riconosciuta collettivamente, il reale, sebbene possa sembrare che non tutti gli elementi costituenti siano direttamente legati nella compartecipazione e viga assenza di consapevolezza reciproca tra di essi. L'interazione tra coscienze non avviene per affiliazione di prossimità, bensì il flusso energetico collettivo globale, ovvero il piano di esistenza relativo, è risultato dell'interdipendenza ramificata tra quelli individuali che lo compongono ed è superflua la reciproca consapevolezza.

Opinione come matrice universale. Teoria degli strati infiniti

Consideriamo due soggetti A e B. L'opinione che il soggetto A possiede del cosmo, crea il cosmo. Il suo concepire il cosmo è differente dal cosmo che è generato dalla mente del soggetto B. Entrambi vivono una esperienza soggettiva anche se in riferimento ad essenze ed accidenti oggettivi, ovvero indipendenti da essi, quantomeno apparentemente. Abbiamo già un triplo universo, quello oggettivo contenitore ed il percepire dei due soggetti A e B. Limitandoci a non considerare le variabili fenomeniche spazio tempo che moltiplicherebbero esponenzialmente all'infinito gli universi ipotetici. Fino a che punto l'opinione termina con il sentire interiore? L'opinione è già di per se un universo con il proprio percepire individuale e l'emozionalità personale diviene una realtà che si interseca nell'infinita rete degli universi relativi personali. L'opinione è matrice del proprio universo relativo. Questo rende dubbio il concetto di esistenza. L'intero universo è una produzione del pensiero. Di infiniti pensieri. Qualora un oggetto di pensiero si accorda con tutti i processi mentali che intervengono, esso prende forma materiale obiettiva, in piano esistenziale relativo, mentre una opinione individuale differente dal contesto globale permane come universo relativo all'individuo. Una simile affermazione comporta che l'individuo comune si ponga intellettualmente ad un livello superiore al concetto stesso di un dio, in quanto creatore e artefice di ogni destino, ma adoperando un criterio meno egocentrico ed autocratico, peculiarità basilari dell'uomo, conduce al contrario all'osservazione che la propria esistenza è opinione di qualcun altro. Ovviamente questo è un parametro relativo che ha anche un valore cosmico globale. Insomma una sorta di loop ultrainterdimensionale.