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Metafisica - Appunti sul soprasensibile immoto

METAFISICA

CONTINGENTE

Entità astratte ideoforme

Concetti astratti

Poiché la mente umana è inclusa nell'universale essenza ed anche sua manifestazione non è distaccata da essa, bensì ne percepisce e condivide alcuni concetti che sono riferentesi non al piano contingente reale, ma ad un contesto ultrasensibile che si pone, per così dire, di sfondo a tutti i livelli.
Questo è il caso delle idee, delle emozioni psichiche e della vita organica stessa. Il concetto astratto gode di una vita propria e interagisce profondamente con i piani esistenziali. E' ciò che determina la variabile di riferimento che è causa del piano stesso. Questi concetti astratti sono più intuiti che dedotti dall'individuo. Non tutta la conoscenza è una produzione empirica, bensì parte di essa non ha origine dai sensi materiali ma dall'intuizione spirituale. Un determinato modo di “sentire” rappresenta un concetto astratto che viene decodificato come idea di esso e prende una forma energetica che influenza l'agire umano come fosse esterna alla sua essenza.

Espressioni umane di livello astratto che non hanno una corrispondenza materiale, ma che esistono come una forma istintiva di manifestazione sono entità a disposizione delle menti pensanti che ne attingono e nel contempo riversano in esse nuove esperienze e sensazioni, espandendo e confermando il concetto stesso che permane esterno alla vita degli individui ma profondamente compartecipe. Gli ideali sono un aspetto molto rappresentativo di quanto prima, essi non esistono nel vero, sono senza alcun dubbio e vengono percepiti per mezzo dell'intuizione e non compresi come esperienza empirica. L'esistenza umana è pervasa e posseduta dai concetti astratti, che come entità a se stanti si intrecciano con essa. Le combinazioni risultano indefinite e sono sia di tipo positivo o negativo, ovvero tendenti al bene o al male secondo giudizio dell'uomo e possono anche essere confuse con l'anima collettiva, poiché invero con essa il legame è molto forte e sinergico.

Congiunzione delle ideoforme

Le ideoforme costituiscono le entità concettuali ed emozionali che intervengono nel piano esistenziale come riferimento per le forme di vita. Sono parametri di coerenza e dal punto di vista scientifico possono essere descritte come istinto, come natura primordiale, come leggi della fisica. Una ideoforma influenza il pensiero umano e lo guida. Ma è pur vero che essa è dipendente nella sua essenza dall'esistenza delle forme di vita e tale reciprocità li rende assolutamente interdipendenti. Pertanto le ideoforme, sebbene siano senza dubbio alcuno di "forma" soprasensibile, in verità sono relative al piano di esistenza coerente ad esse, quindi risulterebbe più corretto indicarle come facenti parte di un soprasensibile relativo.

L'intelletto e l'astratto

Il tutto è in relazione con tutto e i flussi energetici scaturiti da entità di ogni tipo sono sempre percepibili reciprocamente a livello ultra-sensoriale. Questo tipo di percezione è inibita dalla gabbia spazio tempo e il conseguente principio di causalità che determinano il nostro piano esistenziale. Di conseguenza solo ben poco può essere sentito e in guisa molto vaga. Principalmente ciò che può accostarsi ad interpretazioni coerenti, seppure approssimativamente, alle leggi fisiche, altresì può verificarsi quando la mente umana ha dei motivi per non adattarsi, anche se temporaneamente, ai limiti del piano e scorge una manifestazione rispetto a quest'ultimo di realtà alternative o con regole differenti ovvero ancora assenti. E' il caso della semplice esperienza onirica o il viaggio astrale. Infatti condizioni particolari possono lasciare avvicinare l'uomo al soprasensibile, generando inoltre quell'interesse esoterico o mistico che ha sempre affascinato un'umanità in fondo sempre sensibile alla conoscenza superiore.
In generale, assopire la coscienza più materiale coerente ai limiti relativi (la consapevolezza) offre l'opportunità di affacciarsi ad un universo del tutto differente, privo delle regole del reale. Stato di coma, influenza di sostanze psicotrope, meditazione, sonno e talvolta anche forti emozioni risvegliano una sensibilità superiore. Anche delle particolari doti genetiche, ma trattasi di un caso che si verifica di rado.

Lo stato cosciente, ovvero quello che è considerato tale, è il più vicino ai limiti del piano esistenziale e quindi più vicino alla materia e relativa linea temporale. E l'estremizzazione della coscienza dovrebbe, in linea teorica, portare alla razionalità assoluta. L'io razionale dovrebbe considerare, valutare e agire secondo miglior convenienza o minor danno e senza dover vivere un effetto collaterale di tipo emozionale. L'intervento di conflitti interiori determinanti una situazione differente da una semplice scelta di convenienza, testimonia la presenza di una componente che esula il mero piano materiale. La manifestazione dell'io emozionale è quindi da attribuire ad una influenza dell'anima superiore? Probabile, ma le emozioni potrebbero anche essere generate da semplici concatenazioni di fenomeni fisici, come il dolore, l'intolleranza e i desideri, il benessere. I neurotrasmettitori fornendo sensazione di disagio o di piacere potrebbero essere la fonte delle emozioni oppure sono queste ultime ha essere fonte di risposte neuronali? Senza alcun dubbio entrambe le opzioni sono positive e una definizione differente non darebbe un quadro esatto del reale.

Molto spesso l'uomo più avventuroso ricerca varie metodologia per il raggiungimento di esperienza soprasensibili, ma in verità è difficile discriminare quanto potrebbe essere tale da quanto invece una semplice manifestazione materiale, ma più bizzarra.
Una spiritualizzazione simulata può fornire piacere, ma non allontanerebbe più di tanto dalla materia, piuttosto fornirebbe solo una sbirciatina su un mondo superiore, ma rimanendo sempre ben ancorati al tangibile godendo di una semplice incoscienza materiale. Una ascesa reale, raggiunta da un essere vivente, comporterebbe la morte fisica di quest'ultimo, in quanto il corpo non avrebbe più alimento e quindi interazione con la materia, forse magari anche alla disintegrazione di esso e certamente non allungherebbe la vita, che ancora più reclude l'anima.

Essenza uguale morte?
Brutta storia, tralasciamo il discorso.