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Metafisica - Appunti sul soprasensibile immoto

METAFISICA

CONTINGENTE

Il cammino del fato

Il fato

Sia che si voglia considerare un progettista esterno o un evento casuale come causa prima della origine dell'universo, rimane inconfutabile che il tutto è in movimento. Il moto produce un ordine di eventi causa effetto. E per quanto ciò possa turbare e impaurire la limitata mente umana, ciò che accadde, è accaduto o accadrà non può che essere quello che è, è stato o sarà. Ogni piano di esistenza segue la propria regola di causalità, ogni evento è concatenato indissolubilmente al proprio precedente e al proprio successivo e determinato dai fattori costituenti le forze che producono una e una sola risultante. Dove sta andando l'universo in perenne movimento? Ovunque sia, certamente segue una sola rotta. La gabbia spazio tempo obbliga il tutto tangibile del nostro piano esistenziale ad ottemperare alle proprie leggi.

Prendendo in considerazione l'ipotesi di un multiverso a strati, in cui ogni variabile costituisce un nodo di intersecazione tra questi ultimi, anche lì, ogni livello seguirebbe sempre le proprie regole, indipendentemente dagli altri, ovvero non esistono possibilità di evento all'interno di un piano potenziale ma piani potenziali per ogni possibilità di evento.

Basandosi sul criterio di consequenzialità, che è l'unico dato certo cui può far riferimento la mente reale, non solo l'eventualità alternativa provocherebbe un differente iter causa/effetto nella catena degli avvenimenti seguenti, ma, affinché questa possa verificarsi è necessaria l'opportunità del percorso alternativo che esigerebbe che anche i fattori antecedenti dovessero essere dissimili per consentire la sussistenza delle condizioni opportune per la presenza della variabile. Ne consegue che il soggettivo tangibile è quanto in atto e indotto a progressione obbligatoria relativa ad esso. Nessun piano alternativo può intersecarsi, in quanto la variazione ne determinerebbe una consequenzialità a ritroso che giungerebbe fino all'origine, quindi ben altro piano parallelo, che, manco a dirlo, sarebbe sempre ben allineato alle proprie guide causali.

Il principio causa/effetto imbrigliato nello schema spazio/tempo implica che anche le azioni umane e non solo gli eventi siano soggette ad esso. Verità questa che crea risentimento in coloro che amano considerarsi padroni del proprio destino e non marionette i cui fili sono guidati dalle mani del “fato”.