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Una ricerca interiore deve mantenersi tale

Una volta deliberato coscienziosamente l'intraprendere un cammino esplorativo volto ad una conoscenza più profonda di se e dell'esistenza e quindi il puntare a considerazioni più elevate rispetto il quotidiano comune, si avvia un processo che implica delle reazioni comportamentali alla pressione emotiva esercitata dal contesto sociale. Indiscutibilmente ogni individuo si relaziona con gli altri e il giudizio espresso o inespresso gioca un ruolo di inquinamento emotivo che altera il procedimento delle intenzioni e la stessa determinazione di queste ultime. Tale fattore di influenza deve essere individuato, interpretato e una volta compreso, domato servendosi di una solida auto-analisi riflessiva. La ricerca interiore, sia che voglia limitarsi ad una più profonda esperienza dell'io sia che attraverso di essa miri ad una conoscenza superiore spirituale, necessita di un adattamento all'opinione altrui, sia manifestata in forma di giudizio esposto direttamente, sia per il peso psicologico che esercita come cultura di massa.

In verità una simile decisione che richiede una buona dose di ambizione e audacia dovrebbe essere tenuta per se e condivisa soltanto in rari casi in cui è possibile riconoscere una similare propensione. Essa non deve assumere forme di esibizione, speculazione o ricerca di gratifica, ma deve essere accompagnata da una giusta compiacenza con se stessi. Spesso presuppone solitudine interiore, che non è cagionata da una più che consistente autostima che fa assurgere dal prossimo che non può capire, ma perché invero quest'ultimo nella media non condivide lo stesso tipo di interesse e la condivisione risulta quindi improbabile, ma soprattutto può provocare elementi devastanti. E la suddetta compiacenza deve includere il proprio sviluppo e null'altro.

Gli scambi di pensiero, laddove vi siano, sono parte integrante della crescita, ma non si deve cadere in oziose e tendenziose argomentazioni sostenute da chi fa ben poco utilizzo della propria facoltà riflessiva. Un autentico scambio è una considerevole risorsa anche e soprattutto se in antitesi. Non si deve accettare soltanto chi la pensa allo stesso modo, ma pensieri nuovi, contrari purché essi siano tali, cioè pensieri e non enunciazioni di dogmi a cui si è affiliati per ragioni varie (è implicito che chi abbraccia una corrente di pensiero non è boicottato perché segue idee altrui e non proprie; ogni individuo può avere inclinazioni differenti e non c'è nulla di sbagliato nel condividere una teoria già esposta, purché questa sia stata considerata e valutata).

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