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Stabilità dell'io nella sperimentazione obiettiva

I limiti di uno sviluppo evolutivo interiore sono posti da se stessi e non esiste un metodo unico, valido per tutti. L'individuo primo che necessita di approfondimenti esistenziali deve farsi carico della scelta del metodo da seguire poiché, purtroppo, una guida che non sia indottrinata da una disciplina preimpostata ignara delle variazioni necessarie individualmente, è cosa alquanto rara. E' la personale dedizione al vero che lo spinge a verificare quale via possa essere la più adeguata al proprio io. Cosa non facile. Certamente. E' verosimile ritenere che una via lo affascinerà e sedurrà la sua volontà, ma la conoscenza di un'altra come alternativa potrebbe condurlo ad ulteriori altre, riconoscendole come ancora più efficaci. Quindi un requisito necessario cui non può fare a meno è la capacità di comprende quanto il sentiero che sta percorrendo sia produttivo o piuttosto non lo stia ingannando; ma una simile facoltà comporta una obiettiva valutazione psicologica di se stesso e di quanto e come interviene ciò che lo sollecita dall'esterno.

Un primo passo per realizzare tale proposito è mettere in dubbio la raffigurazione mentale che ha di se stesso e prendere in considerazione che alcuni aspetti rifiutati (di se) potrebbero invece essere ben reali. Così facendo, ottenuta una buona conoscenza di se, che richiede più di una semplice, rapida e superficiale analisi, l'eventuale inganno sarebbe certamente più visibile. L'individuo primo sa sempre quanto sia fallace la propria mente e il proprio io, quindi cercherà sempre di migliorarsi e non temerà di dover modificare il proprio cammino, riconsiderando il proprio pensiero. Anche dovesse ricominciare da capo, egli sa che riproporsi ad una nuova verità è in se un accrescimento spirituale. Rappresenta uno sviluppo di gran lunga superiore al permanere su di un sentiero scorretto per paura di ammettere l'errore e tempo e fatica sprecati invano (apparentemente) per dovere ricominciare nuovamente con impegno dal principio, azzerando quelli che sono ritenuti gli sviluppi raggiunti (concetto non vero, in quanto come già espresso percorrere un sentiero approfondendo e comprendendo che sia errato è già in se un passo avanti nel progresso evolutivo).

La costante irrinunciabile è la propria esistenza e la propria determinazione. E' necessario riconoscere la paura che non permette la comprensione degli accidenti del reale costituenti l'idea che ne forgia la mente. Riconoscere un errore di valutazione non è rinnegare se stessi bensì un apprezzamento di stima nei propri confronti. Maggiore è la quantità degli errori riconosciuti, maggiore sarà l'accrescimento evolutivo, poiché la verità non può essere scelta con un atto di definitiva conclusione mosso dall'impazienza e dalla superficialità.

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