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I catalizzanti: ottimi e utili, ma mezzi non il fine

In una società dove si commercia ogni cosa in un modo o nell'altro, lo sviluppo e la divulgazione di tante “qualsivogliaterapie”, dimostra come la mente riesca più facilmente, in genere, ad ampliare le proprie potenzialità servendosi di un fattore esterno che gli permetta di ridurre la sensazione di spazio e tempo, isolandola in una zona riconosciuta come di benessere, determinando le condizioni che ne affinano le funzionalità o addirittura ne rivelano di ignorate. Questi catalizzanti, possono essere di vario tipo, esempi: suoni, colori, profumi, sapori, massaggi. Ma anche meno sensoriali e più introverse, tipo la visualizzazione, le ripetizione verbali o concettuali, le simulazioni di riferimenti reali, concentrazione e immaginazione, tutte attività cerebrali che possono essere impiegate allo scopo. Tali tecniche possono essere considerate sia dal punto di vista della medicina alternativa ma anche dal punto di vista di utilità nello sviluppare ed approfondire la propria interiorità spirituale.

Ma il fine da raggiungere può anche essere dimenticato e sostituito con il mezzo. La piacevole sensazione di rilassamento e abbandono, il dimenticare lo stress quotidiano, quella pace interiore sempre desiderata, fanno si che il mezzo appaia più che soddisfacente e finisca per prendere una forma contestuale che non discosta più dal quotidiano, ma ne fa parte integrante, svilendolo dal valore intrinseco e livellandolo ad un mero articolo edonistico di mercato pubblico. Ovviamente nessuno può negare l'opportunità di trascorrere il proprio tempo esistenziale come preferito, ma il consiglio è che se si è in cerca di una crescita spirituale è buona cosa comprendere coscientemente quanto si sta facendo. Qualsiasi scelta di vita, purché non intralci il libero arbitrio altrui è lecita, ma sarebbe buona norma aver sempre chiaro cosa si realizza in modo che la scelta sia tale, deliberata con cognizione. Anche la ricerca spirituale, o interiore o psichica, come preferito, può fermarsi la dove voluto e non deve necessariamente prefiggersi una meta, che potrebbe poi risultare irraggiungibile. Ma è anche vero che se l'intenzione è quella di una crescita in tal senso non dovrebbe ipso facto essere posto un limite (che inevitabilmente si porrà da se). Quindi è bene sapere distinguere se una forma di meditazione costituisce un principio adattativo o terapeutico o se funge da scalino per una ascesa più interiore.

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