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Rinascita mentale e vie brevi

La rinascita mentale comporta il porre l'io in un nuovo atteggiamento e una nuova visione del reale che permane invariato. Attraverso la liberazione da guide e fattori condizionanti si delineano orizzonti di realtà e verità che risultavano in precedenza occultate. Resettare il cervello è una impresa pressoché impossibile: a meno di “guasti”, esso mantiene i propri riferimenti immagazzinati e “stupidamente” innescherà la sua reazione. L'esigenza è quindi quella di o cancellare i dati preesistenti o impedire il processo automatico. Poiché una ipotetica cancellazione dei dati preesistenti non comporterebbe una rinascita ma il manifestarsi di un altro io, l'unica alternativa da considerare è senza alcun dubbio la seconda. Le funzioni cui dare fiducia sono quelle cognitive e le riflessive. Una risposta a stimolazione può avvenire in modalità automatica istintuale o mediante una elaborazione teorica. Senza togliere alcun valore alla prima, anzi assolutamente auspicabile un istintivo sottrarsi ad un pericolo immediato, l'elaborazione teorica di quanto meno motorio e più concettuale può permettere di abituare il proprio procedimento mentale a riflessione e valutazione, comportando non una cancellazione dei dati in possesso ma piuttosto un arricchimento di essi.

Al fine del raggiungimento di una visione differente spesso chi ne è interessato tende, anche spinto da svariate discipline, a far uso di tecniche finalizzate all'ottenimento di una determinata condizione mentale più recettiva ed esplorativa.

La ripetizione in stile mantra e altri metodi similari consentono, sempre in linea teorica ed in relazione ai soggetti, di ottenere più velocemente dei risultati ma in verità essi sono dei condizionamenti, delle suggestioni ottenute grazie alla malleabilità della mente umana.

Non si percorre così un vero passo avanti, questo deve essere compiuto con coscienza e deliberato da un atto mosso dalla convinzione interiore. La costanza e la tenacia però devono talvolta servirsi anche di metodi un po' scorretti, per cui è necessario, laddove progredire non è spontaneo e troppo difficoltoso, un minimo di tecniche artificiose per centrare l'attenzione ed evitare che quest'ultima possa distrarsi e utilizzare vari alibi per non affrontare il cammino designato dall'intenzione.

Ma il metodo più adeguato ad una solida e consistente progressione, sebbene probabilmente riscontrerà minor successi in principio ed in apparenza, è la riflessione; il pensare in termini consapevoli ma anche distaccati, approfondire e distinguere in se stessi quanto è frutto di analisi interiore personale e quanto produzione di influenze esterne, timori o desideri. Il metodo della gestione riflessiva individuale non offre risultati di comodo, sebbene questi siano pur sempre piacevoli perché fanno vivere meglio. Consente di incontrare in se stessi l'entità superiore che è obliata dalla persona convenzionale delineata dal contesto storico ambientale.

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