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De-identificazione consapevole

Nel silenzio emotivo è possibile osservare il proprio procedimento mentale e come i vari fattori che intervengono si influenzino reciprocamente. Il punto è come raggiungere un simile stato. A volte, una inclinazione naturale permette il suo raggiungimento senza eccessive difficoltà, ma nella maggior parte dei casi è necessaria la pianificazione di metodologie adeguate.
In verità va precisato che è praticamene impossibile l'osservare, atto che in se implica uno stato cosciente, in totale libertà dalle pressioni emotive, è più corretto dire che una volta che queste ultime sono riconosciute coscientemente anche la loro forza deviante possa essere controllata e possibilmente annullata con una assunzione di indifferenza senza lasciare quindi che possano interferire con la capacità critica.
L'io si pone come osservatore di se stesso e così facendo non si realizza una mutazione, semplicemente si comprende quale sia la propria persona o meglio il proprio io. L'accettazione di se è un passo fondamentale, condizione necessaria per poter intraprendere un cammino dedicato al perseguimento del vero.
Fin tanto che non si comprende il proprio io e i relativi procedimenti mentali, questi devieranno inconsapevolmente l'apprendimento dirottando verso obiettivi del tutto differenti da quelli prefissati.
Riconoscere le fobie, le scusanti, pretesti e ambizioni consente una visione più obiettiva, senza dover necessariamente rinnegare se stessi, sia che ci si accetti o meno. L'io è, non è possibile ignorarlo. La condizione adeguata alla conoscenza suprema presuppone la fine di esso. L'obiettivo è quindi permettere all'io la coscienza di un osservatore distante e imparziale, abbandonando le caratteristiche che possano dettare dei limiti, giungendo già così ad una rivelazione di se. Questa verità permette di comprende l'incomprensibile, di essere coscienti dell'inconsapevolezza.
La de-identificazione compiuta per mezzo di un cosciente atto deliberato, avvicina alla verità e consente la massima obiettività nell'interagire con gli accidenti relativi circostanti.

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