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Conclusione

E' evidente che non si è voluto proporre la stesura di un “come fare per”, una guida da seguire passo passo. Come espresso infatti, non avrebbe nemmeno senso in quanto una guida dovrebbe tener conto della variabile umana personale. Si è inteso unicamente trattare alcuni aspetti che per chi avverte nel proprio animo quell'interesse a non limitare la propria esistenza ad una esperienza superficiale, rappresentano degli spunti di riflessione e approfondimento, dei quali una estesa trattazione qui sarebbe risultata fuori luogo e quanto meno noiosa. Inutile ripetere precisazioni e avvertimenti già esposti durante i paragrafi, ma ancora una volta si consiglia molta attenzione a quali motivazioni spingono una simile scelta evolutiva. E' importantissimo e fondamentale il primo passo, cioè comprendere quanto e se si vuole intraprendere un percorso, tra l'altro così incerto e vago. Successivamente garantirsi la stabilità mentale per poter procedere. Punto molto delicato, per cui è il caso di far riferimento alle tante discipline per comprendere ed iniziare e magari affidarsi ad una particolare metodologia già applicata da altri, ma da cui potersi eventualmente poi distaccare per delineare un proprio iter personale, una volta consolidata la solidità interiore.

Ad ogni modo quanto permane certo, al di là di una scelta personale, è che l'umanità, intesa sia come individuo che come collettività, detiene delle potenzialità considerevoli, nonostante l'innegabilità della sua pessima manifestazione allo stato attuale, come un bambino senza guida si perde nei capricci e nei giochi, ma crescendo, evolvendosi, le peculiarità positive potrebbero divenire sostanziali ed in armonia con il tutto potrebbe anche offrire un contributo all'esistenza di alto valore.

Ma la domanda sorge spontanea: questa specie quanto tempo ha a disposizione?

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