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Adeguamento mentale al reale

Uno degli argomenti più trattati da infinite religioni, filosofie, discipline e quant'altro è certamente quello di come condurre una vita garantendosi un costante benessere psicologico di fondo.
Sostenere con positività le storture dell'esistenza evidentemente richiede uno schema, un sistema che sia adattabile ad ogni circostanza negativa per far si che quest'ultima scivoli via senza creare troppa sofferenza interiore.
La maggior parte delle volte però le soluzioni prospettate si fondano sulla negazione o atteggiamenti similari, presupponendo magari una ricompensa premio da acquisire post mortem.
L'atteggiamento della negazione provoca un substrato di insoddisfazione e frustrazione che potrebbe, superando un certo livello, traboccare in una furia esteriore improvvisa o peggio ad una implosione interiore che renderebbe il soggetto, nella migliore delle ipotesi, un depresso arricchito di manie accessorie di vario tipo, in relazione al proprio vissuto.

Indubbiamente uno stato di serenità di fondo è auspicabile e necessario se non si vuole vivere nel tormento interiore come costante reattiva. Purtroppo la via della serenità, in una forma più solida e affidabile, è quella che attraversa la piena sofferenza della comprensione del male che permea tutto il circostante.
Soltanto dopo aver preso atto del brutto, di quanto non piace, si può procedere ad un percorso basato non certamente sulla rassegnazione, che porterebbe insidiosi effetti quanto la negazione, ma sull'accettazione, cosciente e deliberata.
Offrire il proprio consenso all'esistenza è un passo molto difficile e delicato. La mente umana, che ovviamente mette al centro di ogni cosa l'io, che è deluso di conseguenza dal reale, tergiverserà sempre nelle più facili conclusioni prima espresse, cioè negazione o rassegnazione, dal momento che risulterebbe troppo doloroso e angosciante ravvisare la propria estraneità al processo degli eventi universali e quanto questi siano funesti dal punto di vista umano. Si dovrà quindi osservare una piena vigilanza su come l'interpretazione mentale si svolga. Un lavoro duro, arduo, un percorso impervio che soltanto tenacia, determinazione e volitività potranno consentire.

Purtroppo questa è l'unica via da intraprendere per colui il quale si identifica come cercatore del vero, perché nessun altro metodo, quantomeno per soggetti tendenzialmente obiettivi ed in piene facoltà, potrà mai garantirgli risultati maggiori con rischi minori.

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