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Opzioni di difesa

Per quanto il desiderio di un individuo primo possa essere volto alla reciprocità di comprensione e rispetto, lo stato delle cose non è tale da consentirlo senza subire conseguenze spiacevoli ed è ben difficile agire in modo che lo divenga.
Il relazionarsi con il prossimo comporta la necessità di contromisure dettate dal principio di sopravvivenza: purtroppo ogni individuo tende a sopraffare l'altro se ne scorge l'opportunità, predilige il proprio vantaggio egoistico al rispetto della persona altrui. Le misure e le forme in cui ciò avviene variano secondo il tipo di rapporto e di situazione. Da una semplice amicizia in cui la prevaricazione si limita ad una forma comportamentale in scelte di poca importanza a tiranniche organizzazioni che sfruttano in modi spietatamente disumani masse, popoli o anche intere nazioni che ne subiscono l'oppressione.
Tale comprensione dei rapporti tra gli umani rende prioritario l'uso della diffidenza come mezzo di difesa per chi si pone come parte più debole, cioè colui che non cerca un vantaggio nel relazionarsi con il prossimo. Infatti, è sufficiente il semplice non essere spinti da un desiderio di prevaricazione a rendere l'individuo contrassegnato come preda. E' quindi necessario adoperarsi al fine della salvaguardia personale in primo luogo.

L'opportunità di difesa è un diritto della vita. L'indole, il carattere di un individuo determina come essa può agire. Per alcuni è più attiva, per altri più passiva. Una persona, anche se non interessata a prevalere sugli altri può utilizzare un metodo più aggressivo, ma non per questo essere considerata prevaricatrice. Probabilmente potrebbe sconfinare in pretesti per poter manifestare il proprio diritto, ma in fondo rimarrebbe sempre una difesa e non un attacco; un modo di imporre non se stesso sopra gli altri, ma quel rispetto dovuto che altrimenti non gli sarebbe riconosciuto. Un'altra persona invece, può scegliere di evitare le situazioni che possono creare conflitto e quindi tendere all'isolamento o a limitarsi ad accettare, quanto è possibile ovviamente, la maggior parte delle storture pur di evitare irritanti dibattimenti, contrasti e asprezza nei rapporti relazionali.

La conduzione di un agire cautelativo nel quotidiano può limitarsi ad un più comodo adattamento che in fin dei conti va bene in ogni caso, ma la situazione cambia notevolmente il momento in cui si assiste a prevaricazione e sfruttamento che ledono profondamente il diritto alla vita con un effetto ad ampio raggio. In tal caso la funzione di difesa dovrebbe essere una presa di coscienza della collettività e non semplicemente di un individuo che singolarmente non raggiungerebbe mai un valido risultato e nondimeno dovrebbe essere orientata all'estirpazione della causa di tale ignobile azione.

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