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I primi passi

Fin dalla nascita ogni individuo subisce condizionamenti originati e sostenuti da influenze ambientali (inteso come circostanze spazio/tempo) di origine fisica e sociale che ne compromettono le capacità cognitive, comportamentali e riflessive.
Riguardo l'aspetto materiale, alla base del costrutto ideologico, egli è sottoposto alle leggi della fisica. Queste ultime altro non sono che i limiti della nostra percezione. L'io, quale entità corporea, si correla con l'estraneo ad esso attraverso dinamiche sensoriali, cioè fisiche, desumendo una comprensione del reale quale limitato dal principio di linearità conseguenziale.
Riguardo invece l'aspetto sociale, esso è molto più complesso e artificioso:
le congiunzioni tra le persone confondono gli intelletti reciprocamente e si perpetrano tradizioni, abitudini, dogmi che sebbene mutevoli nell'apparenza mantengono una costanza di fondo che conduce all'assunzione di verità del tutto devianti.

La potenzialità di una crescita spirituale necessita dell'imperativo della cancellazione di quanto appreso e il riproporre la propria mente come tabula rasa. Questa operazione è semplice a parole, ma ovviamente presenta profonde difficoltà di realizzazione e non di meno adattamento.
Volgere il proprio percorso di vita in tale direzione richiede dei presupposti fondamentali, senza i quali procedere potrebbe causare non soltanto insuccessi ma anche danni alla propria esistenza:
a) è fondamentale raggiungere in precedenza una buona solidità psicologica;
b) la capacità di mettere in dubbio se stessi e quanto creduto:
c) la forma da assegnarsi nell'interagire con il circostante, una volta avviato il processo.

Messi da parte i successi paventanti dagli illuminati o da chi fa speculazione di essi, alla base di tutto serve munirsi di infinita pazienza, perseveranza ed è fondamentale possedere la consapevolezza che il risultato potrebbe non piacere e soprattutto potrebbe rappresentare un orizzonte fisso, cui sembra avvicinarsi, ma che permane sempre lì, mai raggiunto.
Un simile percorso deve essere graduale e principalmente condotto con umiltà. Non si deve mai cadere nelle trappole dell'io mentale: ritenersi migliore perché in cerca di verità superiori ma nemmeno lasciarsi scoraggiare per mancanza di risultati o biasimi del prossimo.
Prima di intraprendere un tale cammino, si deve comprendere a fondo se stessi e il motivo ispiratore. L'io può ingannare il prossimo, mostrarsi per quello che non è ed i mascheramenti possono dimostrarsi funzionali per il raggiungimento di uno scopo, ma con se stessi il discorso cambia di gran lunga ed auto ingannarsi è un modo molto spiacevole di ferirsi nell'animo e quanto più si è abili nel camuffamento più elevati possono essere gli effetti negativi. Pertanto il primo passo da affrontare è la comprensione degli intenti dell'io, della sua manifestazione, le sue paure e suoi desideri. Riconoscere, distinguere e discernere il comportamento adeguato consente la potenzialità di proseguire su di un sentiero rivolto alla nuova conoscenza, alla crescita spirituale.
Ma nel caso che la spinta provenga non da un desiderio autentico bensì mistificato da altre esigenze psicologiche, del tipo adattamento o equilibrio, meglio lasciar perdere e rivolgersi invece a metodi meno rischiosi e più terapeutici.

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