nihilest
<<

L'improbabilità di una corretta e giusta opera governativa

E' già stato espresso in precedenza da personalità ben più illustri, come qualsiasi forma di autorità organizzativa sociale comporti in ogni sua rappresentazione proponibile un vizio di forma e una impossibilità intrinseca di buon governo. La forma che più si è diffusa, in apparenza almeno, riscuotendo il favore dei più, abbracciata come la soluzione ovvia e definitiva, è la democrazia. Purtroppo questo concetto non rappresenta una opzione realizzabile in atto quantomeno allo stadio evolutivo mentale umano. Sebbene l’etica abbia raggiunto un livello concettuale di idea di giustizia, equità e solidarietà, in verità queste, sono forse vagamente comprese, ma permangono estranee alla condotta della maggior parte degli individui. Prevalentemente una forma di giudizio etico e giuridico si manifesta nei confronti dell’aspetto esteriore, ma le malefatte per bramosia di profitto sono una stabile certezza quotidiana e largamente diffuse in forme differenti e più o meno nocive. Ovviamente la consistenza dei misfatti varia a seconda dell'ampiezza di influenza ed in verità si può osservare come i più ridotti, non per questo ammissibili, sono meno occultati e più condannati e perseguibili, al contrario di maggiore spessore e di effetto molto più esteso, il potere che li gestisce, può permettersi un maggiore riserbo e, con l'astuzia del caso, può addirittura convertirlo (sotto il mero aspetto dell’apparenza) in opere solidali di giustizia o volte al miglioramento della vita e soddisfacimento del fabbisogno collettivo.

La società va avanti così. Con una duplice personalità, l'ideale di principi ed il pratico e ottuso egoismo. La funzione di una regola di correttezza apparente consente inoltre alla “malefatta” di essere più efficace e fruttuosa: se fosse riconosciuto apertamente un tale modo di condotta, questo non sarebbe più così redditizio. Il singolo individuo quindi non possiede una autentica evoluzione etico-sociale, non certamente nei fatti. Pertanto è inverosimile che un sistema basato su individui che assumono un potere oligarchico possa garantire un buon governo. Il principio democratico designato non rimanda la gestione della cosa pubblica al cittadino, piuttosto consente che qualcuno tra questi possa giungere al “posto di comando”. Il fardello di una pesantissima responsabilità diviene fonte di fama e gloria e ancora più di profitto, sulle spalle di coloro che hanno riposto la fiducia. La condizione necessaria è l'assenza di scrupolo e l'ingente possibilità economica. Chiunque infatti può divenire un personaggio di rilievo per il complesso aggregativo in relazione al capitale in proprio possesso. Tale capitale però deve essere raggiunto in forme che garantiscano un cospicuo guadagno a coloro che già sono in "auge". Il popolo è felice di un sistema democratico che si fonda sulle capacità ereditate e patrimoniali di una oligarchia che fruttuosamente gestisce al peggio la cosa pubblica. In atto il sistema democratico si rivela una supremazia di individui vanagloriosi che rincorrono il fascino del “potere” e per il quale sono disposti a sacrificare tutto e tutti. Tranne se stessi e la propria ricchezza.
La volontà del popolo dovrebbe realizzarsi non tanto nel favorire taluno o talaltro nella affannosa rincorsa al potere anelato, bensì in forma attiva reale, negli aspetti salienti e importanti. Non è verosimile che il popolo sia estromesso dalla legiferazione e che piuttosto debba subirla senza avere alcuna voce in capitolo. L'evoluzione tecnologica attuale tra l’altro permette assolutamente di poter ascoltare e far decidere il popolo, così come vorrebbe una democrazia, nello spirito ideologico.
Il cittadino non può ignorare la legge, il che significa che dovrebbe anche essere in grado di giudicarne la valenza, di decidere se applicarla o se valutarne altre. L'istruzione base di ogni cittadino deve essere obbligatoriamente comprensiva di un approfondimento della materia, perché la cultura che interessa ad un governo democratico dovrebbe essere questa. Si potrebbe dire giustamente che il popolo non può capire le circostanze che intervengono ed è questo il motivo per il quale deve essere aggiornato e coinvolto e ad ogni modo la realizzazione tecnica spetterebbe sempre a chi è preparato a tale scopo.
Il parlamento si dovrebbe estendere a tutta la popolazione ed i rappresentanti di essa per operazioni più dettagliate, temporanei ed in percentuale proporzionata alle categorie.

Discorso semplicistico, senz'altro. Ma sarebbe il caso di approfondirlo, il sistema come è non è sicuramente più corretto o meno dannoso. Questo nel nome di una azione di reale e saggia politica che mira ai diritti umani e al credo della democrazia. Se invece non si crede nella democrazia, è un altro paio di maniche. I dittatori possono essere spodestati, i monarchi scacciati ma contro coloro che si appropriano di una dispotica gestione governativa vantando l'applicazione del principio democratico, cosa si può fare? Soltanto una cosciente opposizione a ragion veduta, pacifica ma determinata, da parte del popolo, secondo lo stesso principio democratico, può produrre un miglioramento.

<<