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La necessità degli dei

La mente umana, seppure possa individualmente manifestarsi con un pensiero superficiale e di inconsistente spessore, percepisce in pieno la palese drammaticità dell'esistenza, ne comprende l'ineluttabilità, il principio di negatività e la feroce lacerazione che questa infligge all'animo umano. Istintivamente guidata dal principio di conservazione dei mortali, ricerca un metodo per reagire a un tale dolore, a una tale impotenza, a una tale frustrazione. La propria stessa attività pone la condizione del disappunto esistenziale e quindi sancisce il proprio annullamento.
Il non pensare.
Una condotta deliberata il più delle volte con un atto inconsapevole. Ma poiché l'assenza di pensiero non è una caratteristica umana, l'obiettivo permane irraggiungibile. Diviene necessario quindi, ottenere un effetto analogo, qualcosa che possa coinvolgere integralmente l'io, qualcosa che possa offrire un senso di tranquillità, un modo di vivere senza porsi domande riconosciute come inutili. Da qui il sorgere delle religioni, il credo in entità di vario tipo che possano offrire motivazioni, premi, punizioni e che siano più potenti della realtà stessa, quindi entità fuori dal reale, ma che interagiscano in misura parziale con gli eventi e soprattutto ne rappresentino causa, consolazione e speranza.

Gli dei però possono assumere svariate forme. Talvolta l'uomo crea essi a propria immagine e somiglianza ma in altri casi, più idoli, rappresentano quanto può convergere un intero pensiero ad esso, esigendo una dedizione che impegna totalmente. Tali dei, non assumono quindi l'aspetto di entità pensanti autocoscienti, ma vengono identificati nell'appagamento di piaceri materiali, valori ed ideali che non sempre sono definibili tali.
La ricchezza materiale, il primeggiare sociale, la rincorsa a posizioni di rilievo e l'acquisizione di beni di consumo che vengono offerti dal potere mediatico ma anche dedizione a personaggi celebri e movimenti settari possono assurgere a un tale ruolo comparabile a divinità, non di meno lo svolgere una vita dissoluta, fare uso di sostanze che oltrepassano i limiti della legalità da un punto di vista normativo ma che invero sussistono consone al contesto socio-culturale, come anche altre attività, pure altruistiche, che richiedono un notevole impegno.

Essenzialmente in rapporto al livello evolutivo o di agiatezza dell'ambito sociale ed in conformità al relativo sviluppo culturale vengono creati degli dei cui dedicare la propria vita e sottomettersi incondizionatamente senza soffermarsi mai ad una valutazione d'insieme, perpetrando così la conduzione del proprio intento e giustificando la propria presenza. Da una divinità che rappresenta un fenomeno fisico che non è compreso ad una che incarna la figura della realizzazione sociale tramite beni e attività di consumo, l'uomo cerca sempre degli dei da venerare e sovente personaggi che intuiscono ciò, si prodigano a crearne di vantaggiosi per il proprio profitto e a spingere la gente all'adorazione di essi.

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