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Purtroppo siamo terminali

La cognizione della scadenza esistenziale è dagli individui medi comunemente sottoposta alla soppressione e alla sepoltura psichica. La condanna a morte di qualsiasi individuo è determinata dalla nascita e la sofferenza e la malattia saranno compagne nel cammino che conduce alla conclusione. Nello stesso acido desossiribonucleico sono contenuti il decadimento, il lento marcire, la fine.

Ma l'uomo lotta contro il proprio destino, rifiuta l'evidente processo naturale cui si oppone con atteggiamento di sfida, incurante di assumere un ruolo contro natura e/o, se credente, addirittura blasfemo. Rassegnarsi alla corruzione intrinseca non è certamente una peculiarità propria, ricorrendo alla scienza e al soprannaturale sogna da sempre di poter sconfiggere la potente ed efferata nemica, concentra ed intensifica l'impegno al miglioramento del percorso di vita nella speranza di abbattere o almeno ridurre i mali che si incontrano o già acquisiti dalla nascita. Ma la limitatezza umana non consente il raggiungimento di obiettivi così contrari agli eventi del tutto e la via della rassegnazione ha un gusto troppo sgradevole per essere accettata, figuriamoci condivisa, così nasce l'atteggiamento indifferente o l'imperativo della negazione. Certamente non sfugge una simile verità che, anche se tenuta segregata in un piccolo angolo mentale. Esercita una pressione di notevole insistenza che turba la serenità e l'equilibrio psicologico.

L'illusione della speranza, il vagheggiamento dell'ambizione, la profonda sicurezza in se stessi sono soltanto i sintomi di una pruriginosa debolezza interiore o per meglio dire spirituale. Maggiore è la paura della comprensione del nulla, che è la consistenza primaria dell'essere, direttamente proporzionale saranno le stravaganze umane che, dal momento che il timore è quanto di più diffuso nell'umanità, vengono riconosciute al contrario come agire ordinario.
Ma in fin dei conti, che importa quale sia il principale motivo ispiratore che vogliamo portare avanti nella nostra vita: ciò che importa è dimenticare che ci toccherà ..dimenticare.

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